Scrittori esordienti in vetrina

15 Feb 2008 In: Eventi, Rassegna stampa

Da “La voce di Mantova” del 13 febbraio 2008

Presentata ieri la raccolta “Per Natale non esco”

ArticoloSei autori esordienti hanno dato vita con i loro racconti al libro “Per Natale non esco”, grazie al Coordinamento Scritture Dannose, l’associazione culturale che ha come scopo la sensibilizzazione del territorio alla lettura e alla letteratura, attraverso la promozione appunto di giovani scrittori e l’incontro e lo scambio tra appassionati di libri e letteratura.

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Un pacco di Natale

15 Feb 2008 In: Incipit

Andrea Garbin
UN PACCO DI NATALE

Le regalai un dildo per la sera della vigilia. Un intero pomeriggio di ricerca per trovare quello adatto.
La commessa del sexy shop mi indirizzò all’angolo dove erano esposti tutti i gingilli ed io le domandai di aiutarmi a sceglierne uno. C’erano quello in PVC, quello in silicone e quello in pyrex. Ne avevano anche in cuoio imbottito di cotone e stracci. La commessa iniziò a spiegarmi la storia del dildo dai nostri giorni all’epoca delle glaciazioni, col suo sorriso sbarazzino e l’aria di chi sembrava averli provati tutti. Dildo di pietra, dildo in cera, dildo in lattice e in metallo cromato. Mi consigliò di prenderne uno in Cyberskin, un materiale poroso che tanto somiglia alla pelle umana. Inizialmente le negai quella soddisfazione. La scheda delle caratteristiche lo descriveva troppo simile alla realtà, alla pelle umana, e ne sottolineava l’impossibilità di sterilizzarlo.
«Devi fare attenzione» mi disse, «quando lo lavi. Ti diventa tutto attaccaticcio, appiccicoso, insomma quel genere lì.»
La guardai malamente. Non so come diavolo le veniva in testa un’idea simile.
«Non è per me» le dissi. Il mio tono non ammetteva repliche.
Digrignò i denti e sorrise coprendosi la bocca con la mano, poi mi spiegò che per rimediare a quel piccolo inconveniente bastava spolverarlo con della farina di grano.
Cambiai subito idea. Immaginai Vanessa che dopo averlo usato nella sua camera da letto lo lavava con cura e lo cospargeva delicatamente con la farina. Se lo meritava quella stronza. Si lamentava sempre di non trovare un cazzo per giocare, e l’idea di vederla fabbricare con la farina di grano, l’immagine di lei che corre al supermercato a comprarla per imbrattare il dildo, mi faceva ridere.
Quando suonai il campanello e lei aprì, gli porsi il pacchetto invitandola ad aprirlo la notte della vigilia. Non prima di allora.
Ezechiele 16:17 disse: “Con i tuoi splendidi gioielli d’oro e d’argento, che io ti avevo dati, facesti immagini umane e te ne servisti per peccare.”
Questo volevo che facesse. Che peccasse.
Lei mi sorrise, mi ringraziò, mi chiese ripetutamente cosa contenesse.
«It’s a surprise» risposi a più tornate.

La stanza in più

15 Feb 2008 In: Incipit

Claudio Dancelli
LA STANZA IN PIÙ

La conosco da molti anni. Siamo ancora in contatto, ma meno di un tempo. Molto meno.
Eppure mi sentirei in colpa lo stesso se, per qualche motivo, dovessi scoprire che ha avuto bisogno d’aiuto.

Pulizie (un prologo)

Otto anni.
Una casa.
Domenica.

Si appoggiò allo spazzolone con una smorfia. Il labbro superiore sudato e la lingua quasi secca. Soffiò fuori l’aria e guardò alla porta finestra. Il sole s’intuiva solamente, dietro i tronchi anneriti dei tigli, e il cielo era il cielo di Milano a gennaio: debole e infelice.
Natale era passato da poche settimane e quella era la prima domenica di pulizie da sola.
Dopo otto anni.
Settantasei metri quadrati. Pochi, per dire tutto.
Eppure, quel turno di pulizie lo chiariva bene, vedeva tutta l’inutilità della celebre “stanza in più” e la casa sembrava anche troppo grande.
Respirò profondo piegando la testa in avanti. Restò col mento appoggiato alla maglietta bagnata. Riprese a sgrassare il pavimento con affondi ritmati della schiena e delle braccia.

Vuuusc-vuuusc-vuuusc.

Pulire. Pulire. Pulire.
Pareva non ci fosse altro alle dieci e mezza di quella mattina.
Niente brioche con la marmellata, niente coccole, niente musica di sottofondo. Niente cazzo della domenica da stringersi dentro col respiro grosso e le lenzuola bagnate che si attaccano alla schiena.
Niente. Solo pulizie, ossessioni e paranoia a ondate.
Ancora metà del lavoro da fare e si sentiva svuotata. Incapace di andare avanti.
E sì che quella casa era stata sempre in ordine. Senza fatica. Lei e Alessandro pulivano come in un rituale. Sempre lo stesso giorno, sempre le stesse procedure. Si sarebbero potuti permettere un filippino per due giorni o una vecchia in nero per quindici ore ogni settimana.
Invece no. Pulivano proprio loro. La domenica mattina.
Ogni domenica.
Anche in ufficio, nei rispettivi studi professionali, non è che fossero così ordinati o attenti all’igiene. La casa però era un’altra questione. Lo era sempre stata.
Questa faccenda non era un caso. Non se l’erano mai detto in faccia, ma lo sapevano.
Una cosa intima, ma dura come il cemento. Tramezze, abitabilità e parquet in tutte le stanze: un giuramento o qualcosa che gli somigliava.

Magari l’anno prossimo

14 Feb 2008 In: Incipit

Marco Calzolari
MAGARI L’ANNO PROSSIMO

Natale, buoni sentimenti, come no. Vorrei dire alla mamma che le voglio bene, che a volte l’ho odiata solo perché lei si ostina a voler così bene al papà. E che odio lui, piuttosto, anche se da bambina lo seguivo ovunque e non gli mancavo mai di rispetto. Ma lui, il rispetto, se lo sapeva comprare. Che stronzo. Considerarlo uno stronzo senza sentirsi in colpa è forse la conquista più grande che abbia fatto negli ultimi anni. Milioni di psicoterapia. Meglio non pensarci. Peggio di suo padre, il nonno Enzo. Bar e politica, bar e politica. E le donne a casa. Una generazione di patriarchi inutili, fregati dalla sfiga: due figlie femmine. Tiziana ed io abbiamo messo una pietra sopra la discendenza, abbiamo mescolato i geni e metteremo in circolazione degli uomini forse un po’ meno uomini, ma sicuramente meno stronzi. Se mi sentisse Riccardo. A lui non è mai piaciuto, suo suocero, che gli parla come se dovesse insegnargli qualcosa. Però domani, visto che è Natale, sederà vicino a lui, gli verserà il vino, e il papà gli riempirà il piatto di quello che non riuscirà più a mangiare, dei suoi avanzi, facendo ridere Francesco e Giulia. E converseranno di soldi, di politica, di sport, e Riccardo farà finta di interessarsene davvero. Sarebbe anche un bel quadretto, un monumento alla tolleranza, senza l’idiota fascista di mio cognato. Faccia di merda. Mi auguro che si inventi una scusa per non venire e lasciare sua moglie da sola, che rompe a sufficienza già per conto suo. E speriamo che lei non si ammazzi di bere, piuttosto.

Il libro

Un pugno di racconti che non spiegano, non celebrano, non consolano.

imageIl Natale è lo scenario comune su cui si disegnano le storie di questa raccolta. Qui non si parla della festa religiosa o dei buoni sentimenti, ma di qualcosa che riguarda tutti. Di relazioni fra le persone. Per saperne di più...

Transeuropa Libri
2008
Pag. 133 - 13€
Codice ISBN: 9788875800253


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LA TOURNEÉ

23 FEBBRAIO 2008
LUDAS, via Oberdan 7 - MANTOVA
Ore 18

24 MAGGIO 2008
GALETER, via Guerzoni 92 - MONTICHIARI (BS)
Ore 19

1 GIUGNO 2008
GIUBBE ROSSE - Piazza della Repubblica - FIRENZE
Ore 17

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Foto di Aurora Ghini