Lorenzo Lodi Rizzini
IO ADORO IL NATALE

Chiavi di lettura

  1. L’autore di questo racconto non è identificabile né con lo scrittore presente nel testo, né con chi pone le domande, né con un coniglio sordomuto.
  2. Fra lo scrittore presente nel testo, colui che pone le domande e un coniglio sordomuto, due coincidono
  3. La Democrazia delle Carote è un voluto, e probabilmente pessimo, tentativo di parodia.
  4. Terminare ora la lettura di questo racconto potrebbe essere un’ipotesi. In caso contrario non è richiesto al lettore alcun tipo di immedesimazione.

Il racconto

Io adoro il Natale, e questa è l’ultima cosa banale che dirò.
– Le va bene sedersi qui?
– Certamente.
– Se non le piace stare al centro della stanza possiamo spostarci nell’angolo…
– Qui andrà benissimo, davvero.
– Me lo può dire sinceramente: preferisce che ci sediamo nell’angolo della sala?
– No… le assicuro che qui sto bene.
– Perfetto. C’erano dei fiori, dico nell’angolo che le ho indicato, prima che ci mettessero quelle poltrone, penso fosse un’idea della cameriera che lavorava qui al posto della signora bionda che ha visto entrando. C’è sempre il sole in quell’angolo…
– Il sole è importante per le piante.
– Fondamentale.
– Sì, fondamentale.
– Forse era meglio continuare a tenerci dei fiori lì… Certo che anche quelle poltrone di pelle non sono niente male… Le piacciono le poltrone di pelle?
– Direi di sì, specie in inverno, d’estate magari sono un po’ scomode, fanno sudare, non crede?
– Ottima osservazione. Comunque queste poltrone non sono affatto male. E quelle là, accanto alla finestra, al posto dei fiori, sono favolose… Ci si siede, si beve qualcosa e si può pure guardare il giardino… Sono meravigliose, specie in estate, quando il sole è alto e caldo, certo si suda un po’, ma abbiamo l’aria condizionata… Grande invenzione l’aria condizionata, non trova?
– Sì, davvero un sollievo, anche se noi a casa non l’abbiamo.
– Già, un sollievo. Sicuro di non volersi sedere nell’angolo?